COME SCEGLIERE L’ AVVOCATO

Come scegliere l'avvocato e gli errori da evitareConsigli e suggerimenti per capire quale avvocato è utile alla vostra causa

Con queste poche righe vorrei chiacchierare con voi su quali sono le considerazioni da fare prima di affidarsi ad un avvocato. Come al solito è necessaria una premessa, ovvero che di avvocati in Italia siamo pieni e che, quando si parla di grandi numeri, è normale trovare anche delle “mele marce”. Quindi a maggior ragione è necessario prendere la decisione di affidarsi ad un legale con piena consapevolezza. Se state leggendo questo articolo, probabilmente non avete un amico o un familiare che eserciti. Credo che una cosa vada detta subito: il rapporto avvocato-cliente è fondamentale, quindi così come voi scegliete il vostro avvocato, anche lui sceglierà i propri clienti. Non per altro infatti l’avvocato che voi sceglierete sarà il vostro “avvocato di fiducia”.

Un avvocato  è uguale all’altro?

Così come i medici, gli avvocati non sono tutti uguali. Esistono varie specializzazioni, c’è chi si occupa di diritto di famiglia, di diritto penale, di diritto societario ecc. ecc. A differenza dei medici che possono vantare dei corsi di specializzazione, la maggior parte di noi avvocati, la propria specializzazione l’ha fatta sul campo, in base anche alla sua formazione da praticante e successivamente in base alla sua attività. Non è una specializzazione che si può documentare in modo cartaceo (solo da pochissimo tempo stanno nascendo delle scuole di specializzazione la cui attuazione è valenza è tutta ancora da verificare).

Superato l’esame e si ottiene quindi l’abilitazione ad esercitare la professione, il giovane avvocato non ha limiti di materia, può patrocinare dinnanzi al Tribunale civile come al Tribunale penale, al T.a.r. e dinnanzi alla commissione tributaria. Piano piano il giovane professionista, in base alle materie da lui preferite e dalla tipologia di casi che si presentano ecco lì che acquisisce una competenza specifica nel determinato settore.

Quindi in linea generale, se ho commesso un reato previsto e punito dal codice penale, andrò dall’avvocato penalista, così come se mi devo separare o divorziare, andrò da un avvocato che si occupa di separazioni e divorzi. Questo non significa che un professionista che si occupa principalmente di diritto di famiglia, non abbia anche le competenze per iniziare una procedura esecutiva per il recupero di un credito.

Come capire se un avvocato ha le competenze per potermi assistere in modo adeguato?

Quindi, veniamo al nocciolo della questione, come fare per capire se un avvocato ha le competenze per potermi assistere in modo adeguato? Semplice già andandoci a parlare, chiacchierare con lui della questione che vi interessa, fare domande e cercare di capire dalle risposte se è una materia che conosce oppure se brancola nel buio. C’è da dire che un avvocato Serio, Coerente e che si possa definire un Professionista, qualora dovesse vedere che non è in grado di potervi assistere ve lo dice, senza problemi e scrupoli (è anche previsto dall’art. 12 del codice deontologico forense). Anche per noi avvocati è importante che il cliente resti soddisfatto, e lui potrà esserlo solo se il professionista scelto ha le competenze necessarie per poterlo assistere a dovere.

Comunque prima di affidare il caso ad un professionista potreste anche andare a parlare con più di uno. Non vi preoccupate del costo di un primo incontro, a parte che molti colleghi come me non chiedono soldi per una chiacchierata preliminare, ma se anche fosse, è meglio spendere qualche centinaia di euro prima piuttosto che perderne migliaia poi, a causa della poca conoscenza della materia da parte del professionista a cui avete affidato il vostro caso.

Un consiglio, diffidate sempre qualora doveste incontrare un legale che vi garantisca la vittoria o l’assoluzione. Il diritto non è una scienza matematica dove 2+2=4. L’esito della causa o del buon andamento dell’affare, dipende da moltissimi fattori. Ricordate che l’obbligazione che nasce in capo al professionista, dopo il conferimento dell’incarico è una prestazione d’opera e non di risultato.

In parole povere l’avvocato non può assicurarvi il risultato, può solo garantirvi di metterci tutto il suo impegno, la sua professionalità e la sua conoscenza della materia (Vedi anche l’articolo su cosa significa essere un grande avvocato cliccando qui).

Rapporto avvocato-cliente.

Questo è un punto importante. Tenete presente che il rapporto avvocato – cliente non è mai un rapporto unidirezionale. La fiducia deve essere reciproca. Quindi così come è giusto pretendere di avere un legale serio, rispettoso, che si dedichi alla fattispecie da voi prospettata, è assolutamente legittimo da parte del professionista pretendere le medesime condizioni. Qualora dovesse venire meno il fondamento del rapporto tra avvocato e cliente, ovvero il rapporto di fiducia, entrambi le parti possono  rimettere il mandato. Il cliente può revocare l’avvocato nominato, mentre l’avvocato può rinunciare all’incarico ricevuto. Negli ultimi anni la figura dell’avvocato ha perso molto della sua onorabilità (per colpa degli avvocati ovviamente), ma ritengo che come qualsiasi altro professionista che ha studiato anni per arrivare ad esercitare la professione necessita di rispetto.

Ci sono alcune piccole regole non scritte che intendo suggerire per poter instaurare un rapporto di fiducia con il proprio avvocato che si possono utilizzare che poi non sono altro che regole di buon senso:

  • quando si espongono i fatti di una vicenda, non enfatizzarli e non renderli catastrofici. Soprattutto non nascondere i fatti e soprattutto non dire cose non vere solo perché pensate che un legale che vi reputa parte lesa o innocenti vi difenderà meglio. Non dovete convincere l’avvocato che voi avete ragione. Il professionista non sta li per giudicarvi, ma per aiutarvi. Ragione o torto, l’avvocato vi aiuterà lo stesso. Anzi, se il legale dovesse pensare che state raccontando delle cose non vere, non potrà avere fiducia in voi e di conseguenza non potrà rendervi una prestazione al 100% delle proprie possibilità. Così come il legale, per aumentare i propri compensi e/o far bella figura, non deve ingigantire la problematica e renderla più difficile di quella che è;
  • è necessario portare il dovuto rispetto. Per rispetto, non intendo dover dare del voi o salamelecchi simili, ma semplicemente essere puntuali negli appuntamenti, oppure se l’avvocato vi da il proprio numero di cellulare, a meno che non sia una questione importante, non chiamarlo il sabato, la domenica o in orari improbabili. Se lo chiamate una domenica all’ora di pranzo solo per chiedere a che punto stanno le cose, la prossima volta lui non vi risponderà e voi non potrete dire che il vostro legale non vi risponde mai al telefono;
  • è necessario sempre onorare la parola data. Quando si instaura un rapporto di fiducia, il non mantenere la parola data è il primo passo per incrinare il rapporto e far si che le cose non vada più nel verso giusto. Se è stato pattuito un compenso, magari con pagamento in due o tre trance scelte dal cliente, questo le deve rispettare. Così come l’avvocato che ha fatto un prezzo poi non può aumentarlo a piacimento provandolo a giustificare con attività astruse;
  • quando l’avvocato chiede di documenti o degli elementi da poter portare in giudizio quali fonti di prova, questi gli vanno consegnati nei tempi, nei modi e nelle forme che lui vi ha detto. Bisogna sempre considerare che l’avvocato è un essere umano che deve convincere della bontà della propria domanda o difesa un altro essere umano (il Giudice). Se il cliente non fa quello che gli viene detto di fare, per l’avvocato sarà più difficile sostenere la vostra tesi e non dovete pensare che il professionista possa sopperire alle vostre mancanze.

Gli errori da evitare nella scelta dell’avvocato.

Ho sentito molte volte frasi del tipo:

  • “ho scelto il migliore, non potrò perdere”
  • oppure “sono andato da Tizio, è  uno di cui tutti hanno paura”  
  • oppure “sono andato da Caio, non sai ha uno studio immenso con due segretarie e per cominciare a seguirmi mi ha chiesto € 5.000,00 di acconto. Deve essere bravissimo”,
  • oppure “tanto la mia è una scemenza ed ho pure ragione, quindi vado da quello che mi costa meno”.

Cominciamo a sfatare dei miti.

 “ho scelto il migliore, non potrò perdere”

Il migliore professionista in assoluto, non esiste. E’ un’illusione dettata dalla vostra necessità e voglia di essere assistiti in modo impeccabile. Esistono degli studi legali che vanno di moda, avvocati che sono alla ribalta nei programmi televisivi ma questo non ne determina la bravura nè tantomeno una certezza nel risultato. Anzi, alle volte si resta molto delusi, in quanto si va nello studio del noto professionista pensando di parlare direttamente con lui o pensando che la pratica venga seguita da lui direttamente, ma molto spesso non è così. Si pagano cifre elevate per poi scoprire che il legale che voi avevate scelto per seguirvi non sa neanche chi siete.

“sono andato da Tizio, è  uno di cui tutti hanno paura”  

anche questo è uno tra gli errori più frequenti. Dovete pensare che tra avvocati e tra Giudici ed avvocati, nessuno fa paura all’altro e nessuno ha delle vie preferenziali. Ci sono delle regole da seguire e dei comportamenti di rispetto e lealtà da osservare sempre.La maggior parte delle volte quando dei clienti affermano che un avvocato è un “mostro del foro” il giudizio degli operatori del settore è esattamente l’opposto, viene considerato scorretto, sleale ed arrogante. Questo di certo non lo facilita nell’esercitare la propria professione e di certo difficilmente otterrà dei buoni risultati solo perché ha la nomea di “far paura a tutti”.

“sono andato da Caio, non sai ha uno studio immenso con due segretarie e per cominciare a seguirmi mi ha chiesto € 5.000,00 di acconto. Deve essere bravissimo”

Come in tutte le cose, l’apparenza non è sinonimo di sostanza. Anzi, la maggior parte delle volte è proprio il contrario. Il ragionamento che viene fatto è se può permettersi tanto, significa che ha tanti clienti, e se ha tanti clienti significa che è bravo. Purtroppo questo ragionamento non trova spesso e volentieri la sua applicazione. Se avete bisogno di un professionista, dovete rivolgervi da chi è competente, non soffermatevi all’apparenza.

“tanto la mia è una scemenza ed ho pure ragione, quindi vado da quello che mi costa meno”

In diritto non esistono scemenze. Un fatto diventa facilmente risolvibile se l’avvocato conosce la materia e conosce la procedura che si deve applicare al caso specifico. Altrimenti anche la cosa più semplice può essere persa. Inoltre ricordate sempre che un avvocato che ha studiato diversi anni per arrivare dov’è, non può e non deve lavorare gratis o per poco più. Se lo pagate poco riceverete poco.

Quanto costa un avvocato?

Questa è una domanda a cui a priori non è assolutamente possibile rispondere. Partiamo dicendo che esiste il Dm n. 55 nel 2014 denominato “Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense” (Scaricabile qui DECRETO 10 marzo 2014, n 55) che prevede una moltitudine di casi ma che comunque non possono prevedere tutti gli scenari. Oltre a questo parametro comunque va aggiunta anche l’esperienza e la professionalità del singolo professionista che è una variabile molto consistente. Tenete presente però che il cliente ha non solo la possibilità di farsi predisporre un preventivo vincolante per il professionista al fine di evitare brutte sorprese, ma è possibile sottoscrive con l’avvocato che avete scelto, un conferimento di incarico che preveda non solo i limiti ed i poteri che vengono conferiti all’avvocato, ma anche gli onorari, le spese e tutti gli accessori relativi alla parcella.

Infatti durante il primo colloquio con l’avvocato, il cliente ha il “dovere” di chiedere all’avvocato la sottoscrizione del conferimento di incarico, con il dettaglio dei costi e delle spese che si devono sostenere, così da poter affrontare la vicenda con la massima consapevolezza possibile, sotto tutti i punti di vista. E’ come quando si va dal meccanico per un problema alla propria macchina, il preventivo viene chiesto, altrimenti quando si riprende il proprio mezzo, non ci si può più lamentare si viene chiesto per il lavoro fatto, una cifra spropositata.

Conclusioni.

In conclusione scegliere il proprio avvocato non è cosa facile, è come scegliere il proprio medico. Chiedere un colloquio preliminare, fare il maggior numero di domande possibili per capire effettivamente tutti gli aspetti della vicenda, non aver paura di chiedere. Poi, qualora con il passare del tempo dovesse venir meno la fiducia riposta, o ci si dovesse accorgere che la scelta è stata sbagliata, c’è sempre la facoltà di recedere dal mandato conferito affidando la propria vicenda ad un altro avvocato.

 

Per qualsiasi ulteriore informazione o domanda sull’argomento potete contattare in forma privata l’Avv. Daniele Ingarrica mediante il form presente nella pagina contatti . Per lasciare invece un commento visibile a tutti sul blog andare in fondo alla pagina.

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